1° Kung Fu – Gialla (Thài-Cúc)

Terza prova

Ansia

Alla mia età, con po’ più di saggezza rispetto ai giovani ragazzi, dovrei riuscire a gestire questa prova con una certa tranquillità… e invece no!

Il giorno prima faccio un check e, più o meno, mi ricordo tutto: le posizioni, i calci (facilitato dal fatto che sono simili a quelli già fatti e rifatti nel Tai Chi), i pugni, le parate, la prima forma… peccato per la prova di resistenza e i dieci numeri in vietnamita!

Effetto contrario

Di solito, chi non riesce a dormire, si mette a contare per prendere sonno: io invece, la notte prima dell’esame, mi sono svegliato più volte contando i numeri da uno a dieci in vietnamita, perché all’esame li chiedono.

L’esame

Arrivo in palestra con un po’ di anticipo (non sopporto di arrivare all’ultimo momento in generale, figuriamoci ad un esame) accompagnato da Cinzia. Fingo di essere tranquillo, tanto che quasi ci credo anch’io, ma appena arriviamo non trovo gli spogliatoi, quindi comincio ad innervosirmi, cominciamo bene…

Una volta indossato il Vo Phuc vado sugli spalti con Cinzia e guardiamo insieme la fine della sessione di esami della categoria bambini: lì comincio a rendermi conto che forse non so proprio tutto, ma ormai il dado è tratto.

I minuti sembrano ore, ma tocca “agli adulti”: tutti in campo per il saluto, il riscaldamento e l’appello per le sessioni d’esame. Mi ritrovo insieme a diverse cinture bianche (come me) e a qualche gialla, ma tutti più giovani. Come spesso accade sono tra gli ultimi ad essere chiamato e l’esame parte proprio con quello che mi preoccupa: la prova di resistenza con 30 piegamenti, 30 addominali e 30 calci, il tutto contando le serie da 10 in vietnamita; probabilmente l’esaminatore ha ciuso un occhio ed un orecchio…

A ruota arriva tutto il resto, stranamente mi ricordo quasi tutto, anche se l’esecuzione tecnica lascia un po’ a desiderare (ero sfinito per via della prova di resistenza). Concludo con la prima forma (l’equivalente del kata nel karate) e, visibilmente affannato, concludo l’esame.

Da lì in avanti è tutto un obbedire alle indicazioni degli istruttori e del Maestro come forma di rispetto verso la Scuola e verso la Disciplina: la testa svuotata, tanto che sbaglio anche la posizione durante l’investitura della nuova cintura, quella GIALLA.

La cintura: non un punto di arrivo, ma un punto di passaggio. Come dice il mio istruttore: una cintura nera è una cintura bianca con più esperienza.

Daniele al termine dell’esame per l’ottenimento della cintura gialla di Kung Fu (16 marzo 2025).

Post scritto il 17 novembre 2025.

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